Via della Seta

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L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

martedì 26 agosto 2014

23 agosto: La lunga strada (del non senso)

Scritto da Diego Mura

23 agosto:khovd(Mon)-Altari(Mon)

Le mosche disturbano me e il Lughes nell'ultima ora di sonno prima della sveglia. Siamo assonnati ma carichi, determinati a raggiungere la città di Altai per la prossima meta del viaggio. Mentre mi cambio e il Lughes va in bagno (con la porta che non può essere chiusa) ci piomba in camera Altmak che inizia a chiedere se vogliamo ancora i suoi servigi. Raggiungiamo il Pelo e il Tavola nella loro stanza e inizia una estenuante discussione con Altmak in quanto il suo socio di Olgii gli ha promesso altri soldi da noi una volta a Khvod. Alla fine giungiamo a un accordo dandogli metà di quanto richiesto e rifiutiamo la sua offerta per Altari. Il Pelo, sommo conoscitore tra di noi di Khovd, ci porta a visitare le due attrazioni della città (con momento quark annesso):

Le mura demolite del 1700
La piazza cittadina

È giunto il momento di dirigerci verso il bazar e il luogo di ritrovo delle jeep e minivan, certi di poter strappare un buon prezzo. Partono cosi le contrattazioni con più driver e a distanza, improvvisamente, il Tavola riconosce il nostro autista che è in cerca di persone per Olgii.
Le telefonate e i gesti si sprecano mentre spieghiamo il nostro intento, come sempre siamo al centro di ogni attenzione tra i driver. I prezzi sono alti, troppo, e la mente contorta del Tavola se ne esce con un "pota io voglio andare col furgone verde!!" tutti ci voltiamo e vediamo questo minivan con sedili comodi e il suo autista. La prima contrattazione fallisce, intanto un altro driver porta la moglie (che parla inglese) a contrattare ma il prezzo è esagerato... Si torna dal furgoncino verde e ci si accorda... Il Pelo ci guarda e dice "raga mi pare strano sto prezzo" la faccia del Lughes concorda ma non dice niente mentre il Tavola è troppo preso bene dai divanetti, io li guardo e invidio il mega gippone nuovo li vicino mentre saliamo sul minivan. I nostri sguardi sono perplessi intanto che l'autista ci porta verso casa sua dicendoci che deve cambiarsi. Lo sguardo si pone sul monastero di nuova costruzione posto accanto alla casa ma non facciamo in tempo a goderci la vista che il driver torna col figlio per chiederci più soldi dato che non aveva capito nulla. Parte una nuova contrattazione che si chiude col rifiuto da parte del driver a portarci ad Altari, otteniamo di essere ricondotti gratuitamente al bazar.
Lievi tracce di nervosismo scorrono in noi anche se nessuno lo ammette. Tentiamo l ultima carta disponibile al bazar. Torniamo da Altmak e lo convinciamo a venire con noi in albergo a contrattare. Inizia un nuovo ciclo di trattative con noi che, dopo mille ragionamenti , ci convinciamo ad andare a UB. Alla fine arriva il prezzo.... 1.500.000T per UB con le soste che vogliamo noi ma da fare in 3 gg circa.... L'idea di un esborso cosi considerevole ci blocca, decidiamo di cercare il classico jolly dal cilindro e tramite la nostra lonley planet usciamo per cercare una agenzia per valutare altre strade... Sulle  scale dell'albergo troviamo un tedesco che, zaino in spalla, ci comunica i prezzi gonfiati al bazar e che i pullman sono " full booked forma the next 3 data" e che lui andrà ad UB in aereo. Non lo ammetto ma hanno ragione gli altri, volare li dopo i viaggi in Kazakistan e Russia sarebbe una sconfitta che non potremmo tollerare... L' agenzia non esiste più, per fortuna abbiamo convinto Altmak ad attenderci davanti all'albergo. Il Lughes conduce la trattativa con fare propositivo, il Tavola interviene in gamba tesa nell' ennesima contrattazione mentre io e il Pelo parliamo coi francesi del Mongol Rally. Finalmente riusciamo ad abbassare il prezzo a 1.380.000T, non è molto ma è stata dura e l'ora di pranzo è passata. Carichiamo sulla jeep gli zaini, come sempre ci sono le cose da fare prima di partire ma sono le 12.45 e sappiamo da soli che prima di 1 ora non si partirà... Ne approfittiamo per addentrarci nel bazar in cerca di nuove scarpe per il Lughes (le sue sono morte ieri con onore e giacciono nel bagno dell'albergo insieme a un mio paio di boxer) e magari qualche souvenir. Usciamo dai vicoli tendosi del bazar, con le nuove scarpe del Lughes e un gillet in lana di cammello per il Pelo finendolo a pagare 30.000T ("ma figa sono dieci euro!!!!), e ci dirigiamo al super market per prendere acqua e viveri per il viaggio. La situazione esplode nell'ilarità collettiva quando mi viene in mente di chiedere un salame e il Pelo mi appoggia. Le ragazze mongole ora ridono apertamente della situazione, noi sorridiamo allegri contenti di farle divertire con cosi poco. Riusciamo anche a farcelo tagliare in fettine. Pronti a partire raggiungiamo la jeep, saliamo e.... Dopo 20m siamo fermi... Altmak deve caricare 2 nuove ruote sotto zaini e sedili... Un po scocciati aspettiamo che finisca e nuovamente lo vediamo imboccare la strada.... Per il benzinaio e non certo per UB.... ripartiamo per la 4°volta decisi ad andare ma nuovamente ci fermiamo.... Passiamo ancora un ora fermi mentre il driver cambia la ruota di scorta e prende, cosi dice, una multa per divieto di sosta... Almeno questa volta, a fronte del nostro manifestato fastidio per la situazione , ci offre un cocomero che ci da qualche energia. Col Pelo aggredisco il salame facendo un italianissimo "pane e salame" con un
ottimo salame mongolo che rapidamente finisce e ci rammarichiamo di averne preso solo metà.
La jeep, all'alba delle 16.45, si muove in direzione di Altai ma appena fuori città ci fermiamo per consentire a Altmak di chiamare la sua compagna. Nessun problema se non fosse che per farlo utilizza il telefono del Tavola (unico senza mini sim) mettendo dentro la sua sim. Alle 17 siamo, finalmente , in viaggio. Passano le ore e dopo un pò ci ritroviamo nuovamente a mangiare la polvere delle strade sterrate della Mongolia. Altmak spinge sull'acceleratore per recuperare terreno su una micra del mongol rally che ci ha superato sull'asfalto. Li riprendiamo rapidamente sullo sterrato ma tempo qualche decina di minuti e ci fermiamo a fare delle foto e la micra ci raggiunge e si ferma con noi. Incontriamo cosi un team di due scozzesi coi quali chiaccheriamo. Altmak chiede se può comprare la macchina una volta giunta a UB gli scozzesi gli fanno il prezzo e lui desiste ma ottiene di consultare la loro carta stradale per rinfrescarsi la memoria sulla nostra destinazione. Ripartiamo allegri mentre la sera si avvicina, ed è quando cala il buio di questa giornata che la ruota sembra impazzire per qualche ora.... Improvvisamente Altmak ingaggia una gara di velocità con un'altra jeep per svariati km di sterrato , non molla di un metro e taglia dai prati per risuperare l'avversario. Poi ci fermiamo ad osservare il cielo stellato, che col nulla intorno è spettacolare, vedendo delle stelle cadenti. Ma è da dopo mezzanotte che inizia il delirio.... Altmak si perde e chiede a noi la via, dopo varie discussioni il Lughes se ne esce con un "eh tu mongol io italian eh" allargando le braccia per fortuna tramite il tel quasi scarico del Lughes ritroviamo la retta via mentre mi trovo a pensare "ma si ce ne andiamo a fanculo!!!". Poco dopo, a una ventina di km da Altai, la jeep ci pianta in asso fermandosi. Altmak scende e inizia a lavorare senza luce noi in macchina guardiamo il Tavola e il Pelo dice "vai Tavola finalmente ti vedo all'opera come meccanico!". Daniele scende e, grazie alla luce della torcia del tel del Lughes , smonta di tutto insieme al driver. Passano poche macchine, che non si fermano, il freddo gli morde le mani e le gambe ma è lui il nostro meccanico a dare il contributo risolutore andando a pulire (dopo più di un ora di lavori) gli iniettori risolvendo cosi il problema. Sono le 3 di mattina passate... Il sonno è tanto ma siamo ad altai oramai... Anche questa tappa e lunga giornata è conclusa. Domani? Beh domani sarà una nuova vis, una nuova tappa, una nuova avventura. Ma domani è domani e ora è notte. Non penso al domani. Penso alle cose belle che ho e mi addormento concedendomi un sorriso. La notte arriva e ci culla nelle sue dolci e nere ali su questa lunga strada del non senso.

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