22 agosto: olgii(Mon)- Khovd(Mon)
"Mancan 15 minuti alle 9!sveglia!" la voce di Diego mi sveglia così.
" Svegliatemi quando manca 1 minuto alle 9" dico.
La colazione prevede uova sode, pane burro e zucchero e chai.
Gran colazione. Siam ricaricati.
Contrattiamo un amico della guesthouse per portarci a khovd.
Mentre lo aspettiamo il Tavola aiuta a cambiare le candele della macchina del padre di famiglia.
"Jeep,Ruski jeep" grida qualcuno vicino. É il padre che sta indicando il cancello dove sta entrando una vecchia jeep russa. Quasi completamente in ferro, pochi rivestimenti ma comoda. Perfetta per il fuoristrada o meglio ancora per il "nostrada".
Altmak, il proprietario della jeep, perde un ora a gonfiar gomme e salutare qualche amico al mercato.
Poi partiamo per il nostro viaggio "on the noroad".
Lasciamo Olgii alle spalle, c é una via sterrata che si perde all orizzonte.
La via sterrata dopo un po si confonde, non la si vede più in modo chiaro ma Altmak sembra conoscere la direzione in modo sicuro.
Guadiamo fiumi, passiamo in mezzo a praterie, montagne e laghi attorno, ogni tanto qualche gher con mucche che pascolano ovunque.
Ci fermiamo sulle sponde di un lago.
Ci nuoto dentro, l acqua é gelida ma pulitissima.
Poi saliamo sulla piccola montagna vicino al lago, sulla vetta c'e un nodo blu, credo indichi che quello é il punto più alto.
Più tardi scoprirò che é un simbolo buddhista.
Mi fermo lassù e osservo. Ovunque guardo vedo natura. Qualche aquila sopra di noi si fa trasportare dal vento. Fin dove l occhio può guardare non c é segno di civiltà umana. Solo la nostra jeep parcheggiata laggiù indica a questo posto che é un po diverso rispetto a quando é stato creato milioni di anni fa.
A un tratto sento rotolare dei sassi nelle vicinanze. Mi avvicino a controllare. Vedo, a qualche metro di distanza Diego,Lughes eTavola.
Sono seduti sulla salita per la montagna e ridono.
A turno prendono dei sassolini e provano a centrare un sasso grosso qualche metro avanti. Io mi fermo a osservarli, non voglio distrurbarli, sul loro viso il sorriso di tre bambini. E' strano, forse mi piacerà ricordarli così i miei compagni di viaggio una volta tornati. Seduti sul crinale di una montagna, a metà tra un lago e una pianura che si perde a vista d occhio, sotto nuvole argento in un cielo limpido, giocando e ridendo con dei sassolini pescati accanto a loro.
Ripartiamo.
La via é lunga perché non esiste.
La strada é l intera pianura. Per assurdo é la strada più grande che ho mai visto.
Guardo fuori dal finestrino e vedo cavalli liberi che corrono, vicino a loro cammelli che camminano lentissimi.
Al mio fianco Altmak canta.
Canta bene, non lo fermiamo.
Facciamo una breve sosta in un rifugio su un passo.
Entro.
Mi sembra di entrare in un saloon del FarWest.
In un attimo tutto tace, le persone smettono di mangiare e parlare e mi guardano curiosi.
Poi entrano gli altri, partono i commenti e i mormorii della gente.
In questo posto i letti prendono il posto delle sedie attorno al tavolo.
Mangiamo e beviamo tutti per qualche dollaro e scherziamo con le persone presenti.
Risaliamo in macchina, é quasi sera.
Rivediamo i nostri amici italiani del Mongol Rally. Guadando il fiume hanno bagnato lo spinterogeno.
Un' asciugatina e sono pronti per ripartire con il loro 127 per l ardua impresa.
Siamo in città, prendiamo un hotel.
Usciamo per cena, la città (Khovd) é il capoluogo di regione. Ha 30mila abitanti ma in giro ce ne saranno dieci.
La piazza centrale é piastrellata a metà, forse la crisi é arrivata anche qui.
Dietro la piazza c é un ristorante, non servono alcolici il venerdì.
Mangiamo e andiamo a dormire.
Domani dovremo capire come proseguire.
Il letto é finalmente un letto normale, confortevole e largo.
A fianco la finestra dà sulla piazza centrale. A un tratto i lampioni si spengono. É buio ovunque. Black out totale della città.
"Mi sa che qui spengono la città a mezzanotte per risparmiare" dice il tavola.
"Questi sono innaria" penso e mi addormento pensando "Basta che la riaccendono domattina".
Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?
mercoledì 27 agosto 2014
22 agosto: Dove andiamo noi non c é bisogno di strade
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