Via della Seta

Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

mercoledì 27 agosto 2014

16 agosto: Si comincia

16 agosto: Bishkek(Kir)-Almaty(Kaz)

Le piccole ruote dell aereo sfregano sulla asfalto. Apro gli occhi. Fuori é notte.
Il rumore delle cinture che si slacciano accompagnano la mia mente a una dura sveglia.
Sono le 4 di mattina.
Penso alla giornata che ci aspetta e chiedo al Lughes "quanto ci manca per andare in Sardegna?". Mi ricorda che abbiamo prenotato un weekend fra due mesi.
Assonnati facciamo il controllo passaporti.
Contrattiamo un taxista di nome Yuri, che ci porti ad Almaty,in Kazakistan, per pochi dollari.
Sulla via verso la frontiera guardo fuori dal finestrino i pochi edifici kirghizi. L alba e le montagne sono dietro di loro.
"Certo che vedere edifici e non capire a cosa servono" sento dire dal sedile anteriore dove c é il Tavola che inizia le prime scene del suo film.
Torno a guardar fuori. Alle 5 di mattina posso dire che la popolazione kirghiza é composta per lo più da spazzini che con le loro scope in paglia puliscono i marciapiedi.
Siamo alla frontiera. Yuri ci fa scendere, lascia la macchina e percorre la frontiera con noi. Se la macchina resta dietro come siamo organizzati per i restanti 200km per Almaty? Sospettiamo una fuga di Yuri quindi non gli leviamo mai gli occhi di dosso.
Aldilà della frontiera Yuri contratta un taxi, dà dei soldi a loro e ci dice che questo nuovo taxi ci condurrà ad Almaty.
Poi sparisce nella folla. Il nuovo taxista ci chiede i soldi ora.
Gli diciamo che abbiamo pagato Yuri.
Lui di Yuri non ne vuol sapere e dice che vuole soldi.
Penso"ma qui siamo innaria?".
Dico agli altri:"Vado a cercare Yuri".
Scendo dal nuovo taxi e mi immergo nella folla kazaka che é incolonnata verso la frontiera.
Lo vedo tranquillo, tra la gente incolonnata che, con grandi borsoni, aspetta di fare il controllo passaporto.
Lo chiamo in qualche modo, gli faccio cenno di venire con me.
Un po sorpreso e un po sconsolato mi segue.
Lo porto dal nuovo taxista e litigano per qualche secondo.
Yuri capisce subito che non c é grande affinità con quel taxista. Si gira e chiede a una famiglia che va ad Almaty con un monovolume di darci un passaggio.
Dà al padre della famiglia dei soldi e si riimmerge nella folla.
Questa volta non lo vedremo più.
Viaggiamo verso Almaty in un monovolume. Noi siamo in quattro, la famiglia é composta da padre, madre, 3 figlie grandi e 2 bambini.
Il numero dei posti in macchina e il comfort del viaggio li lascio dedurre a chi legge.
Arriviamo ad Almaty.
Scopriamo dopo pochi minuti che la famiglia ci ha lasciati in periferia. Il centro é inaccessibile a piedi.
Prendiamo un altro taxi, mostriamo nome e indirizzo dell ostello che si chiama "Almaty Backpacker" e il taxista ci porta davanti a un 4 stelle che si chiama Hotel Astana.
Dopo aver provato a gesticolare che non é il posto giusto ci arrendiamo e lo lasciamo andare.
Siamo in centro, ci proviamo da soli.
Raggiungiamo l indirizzo dell' ostello. Scopriamo che é sbagliato.
Si é spostato in un nuovo indirizzo.
Ci incamminiamo di nuovo.
"Fugfdvjjgcv!" qualcuno dice in russo al tavola.
Ci giriamo e due ragazze chiedono al Tavola se può aprire la loro bottiglia di spumante.
Poi ci invitano a bere e festeggiare con loro. Stanno festeggiando i 25 anni di matrimonio dei genitori.
Passiamo un po di tempo con loro poi ci incamminiamo all ostello.
Riposiamo.
Conosciamo una francese e un americana che stanno viaggiando in queste zone e ci danno dei consigli.
Verso sera saliamo sul colle di fronte per vedere la città.
La città é ai piedi di montagne dalle cime innevate e il rosso del tramonto sembra una delicata coperta che riscalda la città.
Spiedini di carne, birra e programmazione della giornata seguente ci accompagnano dal tramonto alla notte.
Quasi mezzanotte di sabato sera. Decidiamo di andare a ballare visto che non avremo molte possibilità nei giorni prossimi. Il nostro programma prevede notti in tende nomadi tra i pascoli.
Andiamo in una discoteca che ci hanno consigliato.
Il buttafuori ci dice"dress code" indicando le nostre scarpe del tennis.
"We stay in Almaty one time in the life, dai dai fai il bravo" dice il Tavola al buttafuori. Fortunatamente é preso bene dal fatto che siamo italiani e dopo averci chiesto se tifiamo per Milan o Inter ci fa entrare sorridente.
Balliamo fino alle 2 sorprendendoci della nightlife kazaka.
Poi torniamo in ostello stanchi.
Sono quasi le 3. Sono passate quasi 23 ore dall arrivo con l aereo.
É stata una lunga giornata. Domani partiremo verso nord.

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