Classico breafing a colazione. Essendo andati a dormire alle 3.00 siamo ancora stanchi morti .
Decidiamo di prendere un 'altra notte in ostello per capire i prossimi step. C'è sempre il visto del Turkmenistan come problema. Forse oggi e' il d-day. Passano e i giorni e la preoccupazione aumenta. Se non arriva il visto e ' veramente un casino.
Kazakistan - no way. Non abbiamo il visto.
Afghanistan - no way. Forse è' il caso di evitarlo.
Se non arriva è un bel disastro.
La mattina conosciamo due svizzeri che sono in giro in bicicletta, son partiti da circa un anno e stan tornando a casa.
Ormai abbiam capito che quelli che fanno questo tipo di viaggio non sono pochi.
Iniziamo la visita di Bukhara che sembra subito dello stile medio orientale che ci aspettavamo. Samarcanda ce l'eravamo immaginata così.
In giro per la città incontriamo il secondo gruppo di italiani.
Questa volta molto simpatici.
Son partiti da Arezzo per arrivare in Mongolia con un pulmino Ford Transit: il loro sito e' thegoodfellasteam.altervista.org. Oppure su Facebook all'indirizzo Facebook.com/thegoodfellasteam .
Vi consigliamo di visitarlo. Il loro viaggio e' spettacolare, ne vale veramente la pena.
Sono più tirati di noi a livello di tempistica, ci fa scoppiare a ridere la frase:'vi dobbiamo salutare ragazzi,
abbiamo 1,5h x visitare la città'.
C'è gente che corre più di noi!!!!
Continuamo la visita nelle madrasse, alcune rifatte completamente altre invece solo ristrutturate. Le maioliche delle facciate e della parte interna sono comunque spettacolari.
Nel bazar un gruppo di cinque-sei signore uzbeke sulla cinquantina iniziano a parlare con noi. Il dialogo e' molto divertente e alla fine giochiamo al gioco dell'indovina l'età e azzeccano tutte le nostre!
Nel pomeriggio riusciamo a fare un riposino. E ' la prima ora di relax di tutta la vacanza !
L'ostellante e ' preso benissimo e ci organizza il trasporto a Khiva. Parla un esperanto molto simile al mio ma di fa sempre capire. La bontà tra le persone e ' la lingua migliore . Si capisce subito che lui la sa parlare.
Dopo il meritato riposo facciamo un giro per la città nella parte vecchia dove abitano le persone del luogo.
Alcuni bambini ci invitano in casa. Sono molto gentili e anche orgogliosi della loro casa. Noi vorremmo andare sul tetto per vedere Bukhara dall'alto e dopo un po' di tentativi per capirci sono molto contenti di portarci sul loro tetto.
Facciamo un po' di foto e tutti felici ci salutano.
Tornando nel centro di Bukhara troviamo un'altra ragazza italiana.
Si chiama Ilaria e è veneta. Viaggia col moroso e quando le spieghiamo il nostro viaggio ci guarda sbigottita.
Pensiamo di assistere alla solita scena, invece quando le chiediamo:'e tu?', lei ci risponde che stanno andando a Singapore via terra. Durata viaggio un anno. Regalo dei trent'anni . Happy birthday. E mi vien da dir 'sticazzi però.
Emilio nel pomeriggio aveva prenotato il ristorante nella piazza centrale, e ha fatto bene visto che è ' mezzo pieno.
Ordiniamo un mega spiedino (peccato abbiano solo il chicken, quello di beef e' finito) e facciamo una buona cena.
Girandoci vediamo il forografo toscano che abbiamo incontrato a Tashkent. Ci saluta e dopo aver finito di cenare si siede con noi al tavolo a chiacchierare. Ci scambiamo le opinioni del viaggio e di questo stato che ai più e' sconosciuto.
Il giorno dopo abbiamo pianificato il viaggio alle 5.00 del mattino pertanto salutiamo il fotografo e ci dirigiamo all'hotel per dormire quattro-cinque ore.
Good night and see you soon come direbbe Alessio Vinci.

































