Dopo una bellissima notte nella yurta abbiamo fatto quattro ore di cavalcata lungo queste vallate wild incontaminate dall'uomo. Terra verde e giovane. Correre col cavallo in questi posti restituisce un senso di libertà che gli uffici e il business ci hanno sottratto.
Ma non si annoiano queste persone a vivere qui? - chiede il Tavola?
E' il loro stile di vita risponde Myrzabek. Non c'è molto da aggiungere. Il buon Erminio ci regala una caduta da cavallo memorabile e io rido per mezz'ora a crepapelle.
Oh oh cavallo oh oh cavallo fino a Samarcanda io ti guiderò!
La strada e' ancora lunga ma immaginiamo come sarebbe percorrere queste radure a cavallo, come fece Marco Polo settecento anni prima. Correre, correre in groppa a uno di questi cavalli correre come il vento, più forte del vento. Senza pensare a niente. Come i bambini kirgizi che ci insegnano a cavalcare. Senza recinti, senza barriere. In questa incredibile e splendida radura a 3000 metri di altezza.
Pranziamo con la famiglia kirgiza e Myrzabek ci spiega che la vita di queste persone è' una vita semplice. Senza stress e senza il conteggio dei giorni. Il figlio paraplegico sorride sempre e sembra esser felice di vederci. Ringraziamo per tutta l'ospitalità e il Tavola e Erminio fanno il bagno nel lago. Il pelo millanta di averlo fatto biotto ma non ne abbiamo le prove. Io non mi avvicino nemmeno. Troppo freddo per i miei standard. Dopo pranzo ripartiamo per il nostro ritorno verso casa.
I paesaggi cambiamo come cambiare lo sfondo di Windows ma non ci stanchiamo mai di ammirarli.
La notte la faremo in una tappa intermedia prima di arrivare a Osh.
Myrzabek ci dice che il Kirghizistan e' una tra le nazioni più democratiche di quest'area del mondo. Si sono succeduti già quattro presidenti dall'indipendenza dalla Russia e l'attuale presidente sta lavorando molto per favorire e migliorare l'economia. L'abolizione del visto per i cittadini europei nel 2012 ne è' un esempio. Intorno alle 20.00 arriviamo a Kyzyl-oi, paesello di quattro case messe in croce. Mangiamo sempre una caterva di robe in una tavola imbandita a nozze e poi ci dirigiamo verso l'unico simil-shop della zona in cui prendiamo una birretta a testa per la buona notte. Sembrano tutti preoccupati che giriamo soli col buio ma non sembra ci possa esser alcun tipo di pericolo.
Salutiamo Myrzabek che ritorna a casa. Il resto del viaggio lo faremo con il padrone di casa che ci ospita.
Praticamente in Kyrgikistan esiste questo ente che si chiama CBT. Per favorire il turismo attraverso le famiglie kirgize che si iscrivono e forniscono vitto, alloggio e trasporti. Grazie a questo metodo gli introiti arrivano direttamente alle famiglie e il CBT prende solo una percentuale del 15% circa.
Terminiamo la serata con birretta, chiacchiere di vita, doccia e tutti a nanna per la sveglia mattutina alle 7.00 del giorno dopo.
Goodnight


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