Via della Seta

Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

lunedì 19 agosto 2013

Bartali

La mattina dopo una colazione più che abbondante partiamo con un mini Van con la coppia di kirgizi che ci ha ospitato. Il viaggio e' di circa 600 km, più di 10h di macchina.

Tza, tza, tza, ra, tza, tza, tza, ra, tza o quanta strada avrà fatto Bartali. 
E quanta ne farebbe su questi saliscendi kirgizi?

La strada principale, a dispetto di quelle secondarie, e' di buon livello. Le strisce sono segnate e il fondo, a parte qualche buca e' buono.


La biodiversità di questi posti ci fa andare fuori di testa. Montagne brulle, montagne verdi. Pianure e altipiani pieni di yurte. Il giallo e il verde a volte si sposano e culminano in un amplesso di colore; a volte si voltano la faccia e non si parlano come indispettiti.




I centri abitati sembrano piazzati un po' a casaccio senza seguire regole basilari. Stranamente gli insediamenti non sono piazzati vicino a laghi o fiumi. 
I prati di fieno vengono lavorati ovunque e le balle di fieno quadrate spezzano il mosaico di colori creato da madre natura.


In centro abitato prendiamo una multa per non aver rispettato uno stop. Come in uno scherzo di carnevale il poliziotto e' impassibile e non fa segni ne' di avanzare ne' di fermarsi. Appena passato il posto di blocco però richiama l'autista.
Chi siete? Cosa fate? Un fiorino!

L'arrivo a Osh è stato abbastanza faticoso per il lungo viaggio. 
Osh e' una città sviluppata per lungo. C'è un'unica via principale a cui lati ci sono negozi, ristoranti e tutto il necessario per la vita.
Ci troviamo per caso in un matrimonio e la gente ci guarda e ride. Noi speriamo nel l'invito a sorpresa ma niente. Ce ne andiamo sconsolati. 
Adocchiamo una bella griglieria in cui scegliamo gli spiedini che vogliamo. Mangiamo con le gambe distese e ci scoliamo una bella birretta. Prima di andare a casa ci fermiamo in un locale (un disco-restaurant possiamo definirlo) e il parte il delirio. 
Amici kirgizi ci invitano a ballare e poi ci offrono da bere in segno dell'amicizia appena nata italo-kirgiza. 



Di colpo la musica si ferma, intorno alle 23.15, e il locale volge alla chiusura. Ultimi saluti, con obbligo di finire la media alla goccia e foto finali di rito.
L'unione tra i popoli e' facile, anche senza l'aiuto della parola.


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