Si, ora possiamo dirlo. Finalmente siamo in Kirghizistan. Anche in aereporto e' scattata la classica gag:' ragazzi dove andate ?'.
Noi:'in Kirghizistan!'.
Loro:'chiiiiiiiiiiiii?'.
Siamo atterrati a Bishkek intorno alle 5.00. Poi con un taxi siamo andati in centro. L'approccio con la città e' stato strano. Me l'aspettavo diversa. E' una città pulitissima. Almeno venti spazzini per strada che puliscono tutti i marciapiedi. Le facce sono un mix tra russi, cinesi e arabi in un frastuono di fisionomie mischiate come in un mazzo di carte. Ci fermiamo in un bar e ci spariamo il chai (the), più la colazione continentale.
Continuiamo la visita a Bishkek per la parte centrale della città. Nel centro si respira la dominazione sovietica. Il palazzo del governo e' attorniato da un recinto che impone timore.
Vediamo la statua di Lenin che è' stata spostata dopo l indipendenza del 1991 dalla Russia ma nn è' stata tolta di mezzo.
La capitale Bishkek la vediamo in circa due ore. Non c'è molto. E' una città nuova costruita dai russi in stile sovietico. Cerchiamo quindi una soluzione per iniziare la nostra risalita. Potremmo prendere un bus per Osh ma ci perderemmo tutto il Kirghizistan. Troviamo una guida Myrzabek che ci porta a fare un tour in posti che altrimenti avremmo dovuto saltare visto il poco tempo. Partiamo per andare al lago Song-kol.
Transitiamo per Kochkor e arrivare alle strade sterrate delle valli kirgize.
I tempi di percorrenza sono molto lunghi 5-6h per 200km circa.
Ci rifacciamo gli occhi per le valli kirgize. Sono uno spettacolo di rara bellezza.
Qui le altezze medie sono intorno ai 3000m. Al passo di Ak-tash arriviamo fino a 3500m. Proseguiamo il nostro viaggio fino ad arrivare a Song-kol. A circa 3000m di altezza si apre una vallata pianeggiante attorniata dal lago di discrete dimensioni in cui la popolazione nomade dei kirgizi dorme nelle tradizionali abitazioni chiamate yurte. Le Yurte sono delle tende fatte con legno e tappeti che hanno uno sbocco (chiudibile) nella parte alta verso il cielo. Puoi dormire guardando le stelle. La popolazione delle yurte rimane qui solo nei mesi estivi in quanto nei mesi invernali la temperatura arriva fino a -40 gradi e il lago ghiaccia completamente. Questo posto al di fuori dei mesi estivi risulta completamente inaccessibile. E' un posto dimenticato da Dio. Questo è un posto dove neanche Dio ne è più padrone.
E men che meno l'uomo che ne chiede l'ospitalità per pochi mesi. Non e' facile descrivere lo spettacolo che abbiamo intorno. La piccolezza dell'uomo rispetto al mondo.
Andiamo a dormire nella yurte guardando le stelle dopo la cena con la famiglia kirgiza che ci ospita.
Amico kirgizo non posso dirti di conoscerti, ma ora almeno so chi sei.
Rahmat - grazie in kirgizo.


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