17 agosto: Almaty(Kaz)
"Luca, Lughes siamo in ritardo".
É la voce di Diego che ci avvisa che é tardi.
"É già tardi? Cominciam bene!" penso.
La luce entra prepotentemente nella camera, segno che l alba é passata da un pezzo.
Facciam gli zaini.
A un tratto ricordo che il Tavola ha vinto la notte nell altra camera.
Busso. Niente.
Entro.
Sia lui che la ragazza nella stanza dormono.
Sveglio lui, la ragazza continua a dormire.
"Partiamo, siam già in ritardo!" gli dico.
La metro e poche parole ci accompagnano alla stazione dei treni.
Siamo davanti all ufficio informazione dei treni.
Ovviamente l inglese é un lusso in cui non possiamo sperare.
"Semey" diciamo. "Niet" ci rispondono.
Sembra non ci sono treni, o forse sono pieni o forse non sanno nemmeno loro cosa devono fare.
Vorrei tornare dall ostellante che ci aveva detto che partivan treni ogni 2 ore per aggiornarlo sulla situazione treni della sua città.
Siam messi male abbiamo un visto della Russia di due giorni da rispettare.
Due ragazze che parlano inglese ci aiutano. Chiamano qualcuno e ci dicono che forse c é un bus che va a Semey.
Ho definito quelle ragazze "due fiocchi di neve in un arido deserto" perché cercavano di mettere freschezza alla difficilissima situazione in cui siamo.
Usciamo.
"Taxi!" Gridano.
Proviamo a contrattare un lungo passaggio. Cifre mostruose.
"Guys, come with me!".
Un tipo bizzarro ci chiama e ci dice che risolverà tutto.
Si chiama Bob, americano, professione "world traveller".
Ferma una macchina, contratta e dice che ci porterà a destinazione per pochi spiccioli.
"Impossibile che sia così facile" pensiamo. Ci lascia il suo numero in caso avessimo avuto problemi in futuro. Ringraziamo e partiamo sulla macchina.
"Giornata risolta in 5 minuti" dice il Tavola.
L autista accosta, e ci chiede qualcosa. Ovviamente noi non capiamo assolutamente niente e non capiamo il suo problema.
Chiamiamo Bob, il numero é sbagliato. Fermiamo gente che mastichi inglese per dirci che problemi ha.Capiamo che l autista ha sbagliato, ci sono voluti 5 minuti per capire che la strada era troppo lunga.
Andiamo alla stazione dei bus.
Bus pieni fino a domani notte.
Siamo abbattuti.
Ma fortunatamente la ragazza dei biglietti ci dice che ne ha trovato uno in serata alle 22.40.
É andata bene!
Accettiamo. La partenza del bus é tra 8 ore.
Scopriamo che Almaty offre le terme più belle dell Asia centrale.
Una volta lì scopriamo che non sono granché ma lo stile sovietico é particolare.
Bagno turco,sauna e piscina.
Scopriamo l esistenza del bagno russo. Non ci resisto più di 20 secondi. Sembra di friggere.
In serata siamo in un ristorantino in centro. Birra e carne.
Di fronte un curioso chiosco"McDoner" che ci fa sorridere.
"Portuguese?" Ci chiede una ragazza bionda seduta al tavolo di fianco.
La invitiamo a sedersi al nostro tavolo. Parliamo con lei.
Ordiniamo birre.
Lei la beve con la cannuccia.
Lei é russa, di Almaty.
"Che tipi siete voi italiani?". Le rispondiamo come siamo.
Dopo un paio d ore passate con lei la salutiamo per andare in stazione.
Prima di entrare alzo gli occhi al cielo e vedo la costellazione di Cassiopea.
L avevo vista anche la notte prima di partire.
Il bus é un ferro vecchio non troppo confortevole.
Partiamo.
Mentre scrivo queste righe, questo vecchio bus continua a scricchiolare su questa strada in terra battuta piena di buche che ci porta a Nord.
La strada per Pechino passa da qui.
Una luna rossa sta sorgendo in lontananza e riflette la sua fioca luce su un piccolo laghetto che costeggia per qualche centinaio di metri la strada.
Chiudere gli occhi significa forse riaprirli alla buca successiva. Non sarà certo la notte più rilassante della nostra vita ma la stanchezza si sente. Forse ci aiuterà.
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