Partiamo intontiti alle 5.00 del mattino. Il boss dell'ostello ci prepara la colazione al sacco. È veramente un brav'uomo. Ci ha accolto alle due di notte e lo salutiamo alle cinque del mattino. Il suo sorriso e' identico.
Partiamo e ci prepara addirittura la colazione al sacco.
Il viaggio Bukara-khiva e' più veloce del previsto e le 6h preventivate sono addirittura meno, cosa più unica che rara in questo viaggio.
L'autista guida come un matto.
Andiamo all'ostello consigliato da quelli di Arezzo e in questo modo strappiamo un prezzo più che a buon mercato - 10 dollari a testa.
L'ostellante non è molto felice del prezzo ma visto che lo ha fatto a quelli di Arezzo è obbligato a farlo anche a noi.
Dopo aver trovato il posto da dormire andiamo a controllare internet per la lettera d'invito turkmena.
Attimi di panico e... abbiamo la lettera!
Cristina Taradova, la nostra corrispondente dice che siamo stati fortunati!
Esultanza di pochi minuti, e subito capiamo che abbiamo altri problemi da risolvere.
Problemi, problemi. Sempre problemi.
Erminio prenota il volo di ritorno da Ashgabat ora che ha il visto Turkmeno assicurato. Ci lascerà continuare il viaggio in tre e tornerà in Italia in aereo.
Erminio prenota il volo da ashgabat per tornare.
Noi paghiamo la prima metà dei soldi all'agenzia per le giornate in Turkmenistan e capiamo che non abbiamo abbastanza soldi se vogliono l'altra metà in cash.
Facciamo il Solito giro per le banche ma come al solito non si riesce a prelevare. Neanche a piangere in uzbeko.
Siamo alle solite.
Dopo la felicità abbiamo un attimo di sconforto. Siamo stanchi. Il problem solving e quotidiano.
Ci fermiamo in un baretto per una coca e per il briefing quotidiano.
Il fresco ci fa riflettere e calmare.
La soluzione trovata e': rimandare il problema a domani.
Chiederemo alla Tarasova se possiamo fare il bonifico da Ashgabat o utilizzare un altro metodo di pagamento. Domani ci penseremo.
Per intanto ci godiamo la città, molto bella e attorniata da mura.
Saliamo sul minareto alto una ci quanti a di metri. La salita è buia e dobbiamo farla a gattoni.
Giro sulle mura cittadine ad ammirare il tramonto su scenari centro asiatici come ci eravamo immaginati.
La cena, sdraitati sui classici tavoli con poltrone per rilassarsi, a base di Shaslik.
Ci rilassiamo e quasi ci addormentiamo cullati dal vento di Khiva, pensando a Marco Polo e a quando lui passò di li.





I-N-T-E-R-E-S-S-A-N-T-E :-)
RispondiEliminaArrivo amore mioooooooo!!!!
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