Via della Seta

Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

lunedì 2 settembre 2013

Una notte all'inferno

Oggi è' la giornata campale. Dobbiamo fare il passaggio più complesso di tutta la nostra via del ritorno. L'entrata in Turkmenistan.
Facciamo colazione all'hotel Nukus e  ci facciano portare da un taxi privato alla frontiera vicina.
Passiamo senza problemi la frontiera uzbeka e poi entriamo nella frontiera del Turkmenistan. 



Abbiamo la lettera di invito dell'agenzia, abbiamo già pagato tutto e... Siamo nelle mani del destino!
Come prima cosa ci fanno provare a tutti la febbre. Tutti passano tranne a me che segna 37.5! Non mi sento la febbre quindi sicuramente non è stata provata bene. Il dottore mi chiede come sto e poi segna 36. Come il 6 politico.
Consegnamo la documentazione e il militare ci dice di sederci.
Passa una mezz'oretta e arriva un argentino che in due minuti sbriga tutte le pratiche burocratiche.
Iniziamo a capire che c'è qualcosa che non va.
La guida dell'argentino ci dice che ha chiamato la nostra agenzia e il nostro autista e' un'altra frontiera a 200 km di distanza!
Siamo dei cazzoni!
La frontiera corretta era quella di Khiva. Errore nostro.
Attendiamo l'autista fino alle 12:30.
Arrivato lui ci rilassiamo un pochino. Capiamo però che tutto il personale e' andato a pranzo. Dobbiamo aspettare che ritornino per sbrigare le formalità burocratiche. Sarà una lunga attesa. Fino alle 14.15 non si presenta nessuno. Avranno fatto un pranzo di nozze in due ore e passa, pensiamo.
Usciamo alle 14.37. 



Come al solito siamo in ritardo. Come al solito dobbiamo correre.
Kunya Urgench la vediamo solo passando. Solo pochi minuti per due foto. E ' un'antica città, sono rimasti solo ruderi. Caravanserraglio dell'antica via della seta.


Non abbiamo tempo visto il pastrocchio combinato.
L'autista ci dice che in casa hanno gratis gas e elettricità e l'acqua.
In più il governo gli passa 120 litri al mese gratis di carburante.
Cinque litri di benzina costano un dollaro.
Il nostro autista con 26 manat - 9 dollari - fa il pieno al 4x4 Mitsubishi Pajero.



Per recuperare il tempo perso inizia a tirare come un dannato. 
E' il più matto trovato fino a ora. Più matto dell'ultimo matti.
Centoquaranta all 'ora in una strada che andrebbe percorsa a cinquanta. Rischiamo la vita dalle diciassette alle diciotto volte.
Qualcuno ci guarda da lassù.
Il panorama e' strano.
Un deserto strano, non solo sabbia anche qualche cespuglio.


La sabbia e' calma non si muove dal suo letto. Rimane li. Sembra soffrire il caldo anche lei. Non è uno di quei deserti che ci fanno vedere nei film.
Alle 18.00 circa facciamo cambio di mezzo.
Il pazzo ci consegna nelle mani di tue ragazzotti turkmeni.
La macchina e' carica con tutto il necessario.
La temperatura esterna e ' di 37 gradi. Caldo. Molto caldo . Siamo, del resto, alle porte del deserto . E anche alle porte dell'inferno. Se non fa caldo qui dove dovrebbe farlo ?
E poi eccolo li. Il deserto .
Sabbia. Sabbia e cespugli secchi.
Solchiamo le dune come una barca a vela in mare aperto. La sabbia e' la nostra onda. Il vento la nostra direzione. Tutto il viaggio aspettavamo di arrivarci.
E poi è' li. Nel deserto. Un grande cratere pieno di fuoco.
Fuoco dell'inferno. Le porte dell'inferno.
Hai la sensazione che sia li a due passi. Che tutto quello che ti han raccontato a scuola sia vero.
L'inferno. Quello che ci ha raccontato Dante .
Che un giorno, se nella vita ti sarai comportato male, dovrai andare li.
Ed è da Darvaza che dovrai entrare.



I ragazzi preparano il campo e il barbecue per la cena.



Noi facciamo le foto a questa meraviglia. 
Il Tavola ne fa uno per vincere un concorso fotografico della Wuber. Per noi è ' un premio già vinto.



Il caldo di preme la faccia come una grossa mano avvolgente.
Questa sera siamo invitati a cena da Belzebu'.

Sono sdraiato nel deserto. E' notte fonda.
Sento solo il rumore delle fiamme dell'inferno. 
Una voce mi chiama.
Le fiamme mi affascinano e mi circuiscono.
Mi stanno ipnotizzando. Mi attraggono verso di loro.
Sono sveglio o sto sognando?
Nel cielo si vede la via lattea, il carro e lo scorpione.
La luna e' sorta.
Non è la solita luna. È. Una luna rosso fuoco.
Anche lei, probabilmente, arriva da li. 
Si proprio da li.





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