Ci svegliamo di soprassalto. Siamo a Teheran, ma il posto non sembra una fermata. Piuttosto sembra uno svincolo di una super strada. Nessuno capisce nulla di quello che diciamo. Alla fine con le poche parole persiane a nostra disposizione facciam capire che vogliamo andare al terminal bus. Qualunque.
Koja ast? Ci chiedono. Bella domanda. Non lo sappiamo neanche noi.
Sono le 6.00 del mattino e' ancora buio. Non abbiamo nulla di pianificato e nulla di deciso.
Facciamo colazione e poi vedremo il da farsi.
Prendiamo un the caldo e mangiamo una brioche di Asghabat avanzata.
Dalla lonely planet cerchiamo un hotel e col taxi ci andiamo.
Non sembra male ma è pieno.
Allora scegliamo il più vicino.
E' un postaccio di infima categoria ma il gestore almeno e' gentile. E' un invasato di scommesse e appena sente che siamo italiani ci spiega che ha perso la bolletta per colpa del Milan che ha perso a sorpresa con la neopromossa Verona. Noi ridiamo divertiti per la situazione e un po ' meno per il risultato.
Ridiamo ancora meno quando vediamo la stanza.
Lasciamo i bagagli, cambiamo un po' di dollari in tomani e ci dirigiamo verso il bazar.
Il bazar di Teheran e' un labirinto di negozietti dai mille colori. Sciarpe , tessuti, spezie e chincaglierie. Fino ad arrivare ai bellissimi tappeti persiani.
Facciamo un po' di compere e continuiamo la nostra visita al Golestan Palace.
Il posto utilizzato dallo shah Reza Palavi all 'inizio del 900' e' molto bello con troni di alabastro e stanze di specchi.
Terminata la visita compriamo una SIM card Irancell e chiamiamo Roya, una nostra amica di Teheran che vive a Milano.
Ci diamo appuntamento per il pomeriggio.
Pranziamo con il classico Khubidee (spiedino di carne di agnello e vitello di carne macinata) e il Pelo e il Tavola, su mio consiglio, prendono gorme-e-sabzi, una zuppa di verdura e carne - altro piatto tipico persiano.
Siamo stanchi vista la notte in bus e quindi prima dell'arrivo di Roya facciamo una dormita rigenerativa.
Roya quando arriva e' molto contenta di vederci anche se un po ' stupida della scelta dell'hotel.
Il giro per la città che ci fa fare è nelle zone più inn della città; in effetti la parte sud, dove siamo noi e' quella più povera, per vedere la parte più ricca bisogna andare al nord.
Per la cena ci porta con un suo amico commerciante in un ristorante nella parte alta di Teheran dove si può vedere tutta la città. Il ristorante e' su un fiumiciattolo ed è' veramente carino.
Mangiamo di tutto e ed veramente buonissimo Juge kebab (spiedino di pollo), Khubidee kebab e fumiamo il narghilè.
L'ospitalità degli iraniani e' incomparabile. Naturalmente non c'è modo di pagare. Mentre osserviamo la città dall'alto, questa mastodontica metropoli con più di 14 milioni di abitanti, ci propone dopo la visita a Eshfahan di tornare a Teheran e andare a nord dell'Iran, sul mar Caspio .
Bus per Istanbul o nord dell'Iran? Ci addormentiamo con questo dilemma e come al solito le decisioni si rimandano a mente fresca.
Ci penseremo l'indomani a Eshfahan.









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