Via della Seta

Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

lunedì 9 settembre 2013

Piazza, bella piazza

Ci svegliamo alle 6.00 in punto. Ormai siamo delle macchine. La stanchezza è tanta che ormai non la sentiamo nemmeno.
Salutiamo l'ostellante che dorme praticamente sdraiato alla reception. Fa tempo a dirci il risultato dell'Arsenal la sera prima,'My friends'.




Prendiamo la metro per andare alla stazione di e-jonoob. E' molto presto e la gente sta andando a lavoro. E' una domenica e la settimana lavorativa è iniziata.
Notiamo che le prime carrozze sono destinate esclusivamente alle donne ma vediamo anche che le indicazioni dei cartelli non vengono per niente rispettate. 
Le scritte con le indicazioni del metro sono in farsi, ma fortunatamente, c'è anche la traduzione traslitterata in alfabeto latino.
Arriviamo a e-Jonoob e troviamo un treno per Eshfahan che parte alle 8:40 e arriva alle 12.30. Treno VIP dicono. Forse ce n'era uno che partiva prima ma ormai abbiamo già preso il biglietto, mezzi addormentati dal primo che ce l'ha proposto.
Nell'attesa ci prendiamo un Chai (anche qui il the è chiamato così) per darci la carica per la giornata e aspettiamo il bus.
La partenza effettiva è intorno alle nove. Bisogna dire che il pulman VIP e' veramente comodissimo rispetto a quello normale con cui abbiamo percorso Qucan-Teheran. La durata della tratta rimane uguale, ma viaggiando con un pullman VIP si ha più spazio e i sedili sono più comodi. 
Il viaggio procede lento tra qualche dormita e il pensiero rivolto alla prossima scelta. 
Andiamo a visitare il nord dell'Iran e il Mar Caspio con la nostra amica Roya oppure continuiamo la risalita in direzione Turchia?
Per aggiungere altra carne al fuoco dall'Italia ci segnalano che è stato riscontrato un caso di peste bubbonica in Kirghistan. Era trent'anni che la peste nera non mieteva vittime. Da quello che sappiamo si tratta di un pastore di quindici anni della zona del nord-est nei pressi del lago Issik-Kul. Noi non abbiamo visitato quella zona e sono passati i 12 giorni massimi di incubazione. Pericolo scampato!
Arrivati alle 14:35 prendiamo un taxi per andare nel centro.




Facciamo un giro circolare e vediamo la moschea Del jameh, il bazar di Eshfahan e la Imam Square che purtroppo stan rifacendo a nuovo ed è' praticamente tutta un cantiere, pensiamo.




Il bazar è un dedalo di vicoletti in cui è praticamente impossibile orientarsi. La lonely planet questa volta non è molto di aiuto e quindi ci perdiamo e ritroviamo la strada mille volte almeno.




Poi ci dirigiamo in un parco nei pressi del palazzo Chehel sutun e incontriamo un ragazzotto alto quasi due metri, persiano. Si chiama Arash e studia Tecniche Agricole. Vorrebbe venire in Italia (diventa matto quando capisce che siamo italiani) a studiare al Politecnico di Milano. 



Ci chiede come ci troviamo e se ci piace. Noi confermiamo ma gli diciamo che siamo dispiaciuti che piazza Imam sia soggetta ai lavori. 
Ci guarda perplesso. Pensiamo alla difficoltà di capirci in inglese. Rispieghiamo. Rimane perplesso. 
A questo punto gli facciamo vedere le foto e scoppia a ridere. 
Non è quella la piazza!
Dice che piazza Imam 'Is Wonderful' e quella che abbiamo visto è un'altra piazza.
Siamo increduli e lui ci propone di indicarci la strada.
Finchè non la vediamo non ci crediamo; in effetti la vera piazza è spettacolare. Gruppi di famiglie iraniane che fanno picnic nella piazza immensa. Qualcuno prega e i bambini giocano. E' quasi buio e le luci che la illumininano la rendeno ancora più bella. La chiamano 'La metà del mondo' ed e' una delle piazze più grandi del mondo. Tutto il suo complesso è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità nel 1979.



Prendiamo un ottimo Turkish Kebab e lo mangiamo come da usanza nella piazza, a mò di picnic.
E' un momento di riposo in una giornata frenetica e faticosa, dopo l'ennesima notte in cui il sonno è passato solo di sfuggita.


Continuiamo il giro nella piazza e facendo foto un venditore di tappeti persiani ci invita a bere un thè nel suo negozio.


Troviamo un tedesco che è arrivato fin lì in autostop e sono sei mesi che gira. Parlano tutti in inglese e ci scambiamo le impressioni sui viaggi.
Il venditore prova a venderci qualche tappeto ma ringraziando diciamo che non abbiamo nè il tempo nè lo spazio per concludere una trattativa di quel genere.


Dopo la piazza ci dirigiamo verso il ponte Pol-e Khaju costruito dallo Scià Abbas II intorno al 1650. E' stupendo tutto illuminato ma quando ci avviciniamo capiamo che l'acqua è sparita. Prosciugata. Sembra di essere all'Aral.
Lo immaginiamo con l'acqua e immaginiamo la sua bellazza con l'acqua con scorreva sotto le sue fondamenta.
Ci dicono che è ormai qualche anno che è in secca. Ci raccontano la solita storia dell'irragazione degli affluenti e l'utilizzo dell'acqua per l'agricoltura.


Sono seduto sul bordo del ponte. Come se l'acqua, che una volta passava, ci fosse ancora. Guarda il cielo e stanchissimo dal viaggio e dalla giornata mi faccio trasportare dai miei pensieri. Seguendo il corso di un fiume senz'acqua.



Alle 23.45 abbiamo il pullman che ci riporterà a Teheran.
E via per un altra traversata da 600 km verso casa. 
Purtroppo nella notte, mentre cerchiamo di dormire, mi scrive un SMS Roya. Dice che una sua amica ha avuto un brutto incidente e pertanto non potrà portarci nel nord dell'Iran la giornata seguente. Siamo tristi per la sua amica. Speriamo possa guarire presto.
Noi del resto non sappiamo quale sarà la nostra prossima metà verso occidente. Tabriz, Van, Istanbul. Qual'è la soluzione migliore per continuare il viaggio?
Tra una curva e un pensiero sul domani ci addormentiamo, cullati si fa per dire, dalle virate del pullman. Pullman VIP però!

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