Sin dai tempi più antichi le yurte sono costituite da uno scheletro di legno e una copertura di tappeti di feltro di lana di pecora; sono di dimensioni e aspetto variabili, a seconda della cultura che le adotta.
Il vantaggio di questo tipo di abitazione è che può essere smontata, spostata e assemblata in un tempo relativamente breve: si adatta quindi egregiamente a uno stile di vita nomade.
L'interno contiene molti letti che servono da sedie durante il giorno, un armadietto, una tavola bassa su cui si posa il cibo. L'unica apertura è la porta d'entrata che è sempre rivolta a sud, la zona accanto è riservata al letto del capofamiglia, mentre i lati sono destinati a figli. Vicino all'ingresso si trova anche la zona cucina. Una copertura apribile in cima alla yurta consente di far uscire il fumo del braciere. Gli eventuali ospiti sono alloggiati solo nella zona opposta all'ingresso, cioè sul lato nord.
Nella civiltà della yurta, questa ha un valore simbolico molto importante, più importante che la abitazione ha nella civiltà occidentale. La visita a una yurta implica un rigoroso rituale protocollare, considerato rispetto, civiltà, ed educazione. Se una persona entra nella yurta, specie se di un capo, senza seguire questo rituale, può essere considerato un incivile ed un irrispettoso, e subire dure conseguenze.
Dovremmo pertanto organizzarci per capire bene quali sia questo rituale. L'ultima cosa che vorremmo fare è quello di offendere le persone che incontreremo.
Devo dire che è molto affascinante questa tipologia di abitazione. Chiaramente non credo che abbiamo molta resistenza contro gli agenti atmosferici. Sono proprio curioso di capire quale sono le reali usanze e modalità di utilizzo di queste abitazioni. Finché non saremo lì non avremo però una risposta a queste domande.

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