Via della Seta

Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

martedì 2 luglio 2013

L'innominato

In questi giorni, in ufficio, la domanda più classica è:"E allora? Prenotato le vacanze?".
Chi Formentera, chi La Maddalena, chi va al risparmio sulla riviera romagnola e chi si butta sulle nuove mete vacanziere italiane a low budget come la Croazia o la Grecia martoriata dalla crisi.
Ogni volta che la fanno a me - ormai mi sono stufato e se non ne ho voglia dico che devo ancora decidere - alla risposta vado in Kirgizistan la gente mi prende per folle. Tra i paesi che ho visitato devo dire che il Kirgizistan è uno dei più sconosciuti. La gente proprio non lo conosce. Non lo ha mai neanche sentito nominare. Il 70% non sa neanche collocarlo in un'area geografica se non dire che dovrebbe essere asiatico, per via di quel 'stan' finale. E' un paese sconosciuto. Innominato.
Devo dire che la curiosità di visitare questi posti cresce di giorno in giorno.
Subito dopo la domanda di rito è:"Perché il Kirgizistan?". Qui le risposte cambiano in base all'umore. Il vero problema è che non ho una risposta univoca. Una risposta precisa.
"Perché no?" abbozzo certe volte, quando non ho voglia di parlarle in modo da chiudere la conversazione. E' la classica risposta che spiazza chi ha davanti.
Altre volte cerco di articolare risposte più romantiche del tipo che la via della seta è un percorso che ha formato letteralmente la storia del mondo. Un ponte tra due mondi.
Che l'ha fatta Marco Polo intorno al 1300, perché non dovremmo farla noi. Anche questa è una risposta spiazzante.
Poi sempre nel dialogo standard, dopo aver nominato qualche nome che è più conosciuto (quasi sempre Samarcanda) la gente inizia a sognare. Grazie a Vecchioni probabilmente. E iniziano i 'beato te', 'ti invidio' e i 'ci verrei anche io'. Molte volte come ho detto prima non si ha voglia di parlare. E quindi la scorciatoia è appellarsi alla crisi. Già, la crisi la parola più abusata degli anni Duemila. La parola crisi va bene per tutto. Per i problemi economici, i problemi sul lavoro, i problemi d'amore, per evitare un'uscita a cena non gradita e anche per evitare di parlare delle vacanze.
Oggi penso al giorno in cui l'Innominato avrà un volto e verrà svelato. L'Innominato avrà la faccia di ogni singola persona kirgiza. Di ogni montagna. Di ogni curvone scosceso. Di ogni pietra di questo paese sconosciuto.

5 commenti:

  1. ti capisco lughes.. stessi pensieri, stesse considerazioni, stesso sguardo del tipo "ma questo qui è matto" alla parola Kirghizistan, Uzbekistan, o anche solo a sentire "Vado in Lichtestein", "Vado in Mozambico"

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  2. eh si Angel...il mondo gira così! :)

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  3. Il fatto che la persona media risponda con sguardi straniti è un incentivo in più a fare questo genere di esperienze.
    Che son belle anche perché e proprio perché sono fuori dal (luogo) comune!

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  4. E poi tanti di quelli che dicono "vorrei farlo anche io" potrebbero benissimo farlo. La verità è che non vogliono, per mille motivi, ma non lo sanno ammettere.

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  5. Io ho trovato la risposta definitiva, alla domanda dico: 'perché i posti che vorresti vedere tu io li ho gia visti :-)'.

    È supponente al punto giusto e se qualcuno ti sfida significa che anche lui è un viaggiatore e non un semplice vacanziero...

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