Via della Seta

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L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?

lunedì 15 luglio 2013

Nel frattempo in Italia...

Dopo le elezioni (positive) in Iran, gli scontri in Turchia ci mancava solo il caso diplomatico con il Kazakistan. Ad oggi non sappiamo ancora se ci andremo in Kazakistan, visto che l'itinerario cambia ogni giorno, però c'è da dire che ne capita sempre una nei posti dove dobbiamo andare...
Il caso non è dei più chiari ma da quanto si apprende dai giornali alcuni funzionari del Viminale hanno deciso di assecondare le richieste dell'ambasciatore kazako in Italia Andrian Yelemessov rispetto all'espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente Mukhtar Ablyazov.

Ecco un estratto che riassume i fatti dal Corriere della Sera - online.
La ricostruzione è ancora da definire ma sembrerebbe che il capo della Polizia «reggente» Alessandro Marangoni viene informato sulla decisione di predisporre un blitz per la cattura di Ablyazov. Il prefetto Valeri specifica che la procedura è partita dal gabinetto del ministro e questo fa ritenere che non sia necessario parlarne direttamente con Alfano. Eppure quanto accade nei due giorni successivi ha risvolti incredibili. Il blitz fallisce perché Ablyazov non è in casa. Gli agenti portano via sua moglie, la accusano di avere documenti falsi e la trasferiscono nel centro di accoglienza di Ponte Galeria. Lei è terrorizzata, mostra il passaporto con il nome da nubile. Spiega di avere l'immunità diplomatica, ma è la Farnesina, con un fax poi allegato agli atti, a negare che goda di questo privilegio. In appena due giorni la procedura si chiude e scatta il rimpatrio. Ed ecco l'ulteriore anomalia di questa assurda vicenda. L'ufficio immigrazione predispone il rientro della signora e di sua figlia con un volo di linea che fa scalo a Mosca, scortate da quattro agenti. I diplomatici kazaki propongono però un'alternativa: utilizzare un volo diretto. La legge parla di «mezzo idoneo», la questura chiede il via libera al Dipartimento. E lo ottiene. Come è possibile che nessuno si sia insospettito di fronte alle pressioni dell'ambasciatore Yelemessov di procedere con la massima urgenza? Un jet privato non è certamente un «mezzo idoneo» al rimpatrio di una clandestina, eppure i vertici del Viminale hanno dato l'ok. «Appena informato - assicura Alfano - ho compiuto i passi necessari per avere la certezza che la signora fosse al sicuro. Il nostro scopo è farla tornare in Italia». Un obiettivo che ormai appare davvero difficile da raggiungere.

Morale della favola: Letta, Alfano e la titolare del Ministero degli Esteri Emma Bonino dichiarano di non essere stati informati. La figuraccia è di dominio pubblico, il patatrak è stato fatto. Ora si cerca di rimediare. Certo che però ce le andiamo sempre a cercare...

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