Da buon project manager so con sicurezza che quanto avremo pianificato prima del viaggio subirà imprevisti, ritardi e sarà necessaria una buona dosa di improvvisazione.
Ergo: PIANIFICARE IL MENO POSSIBILE!
Questo è l'assioma iniziale da cui parte 'Ciao Mamma vado in Kirgikistan'. Detto questo a un mese esatto dalla partenza è buona cosa fare il check della situazione.
Allo stato attuale le notizie positive sono:
- Volo di andata (Milano-Bishkek): Fatto
- Compagni di viaggio (Pelo, Diego, Tavola, Erminio): Fatto
- Itinerario di massima (Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran, Turchia): Fatto
- Visti (Kirghizistan, Uzbekistan, Turchia): Fatto
Le variabili ancora non definite invece sono:
- luogo e data del ritorno: ND
- Visti (Iran, Turkmenistan): ND
- itinerario preciso: ND - probabilmente non ci sarà mai :)
- luoghi in cui dormire: ND
- mezzi di trasporto: ND
Questa è la fotografia ad un mese esatto dalla partenza. Direi che siamo messi abbastanza bene, lasciando al caso buona parte dell'organizzazione che renderà il tutto più avventuroso, divertente e genuino.
Un bel Gantt ci starebbe bene :)
Stay tuned!
Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?
sabato 13 luglio 2013
giovedì 11 luglio 2013
Le lingue, gli idiomi
I posti che andremo a visitare sono zone di confine. Zone di confine di culture e non prettamente di stato. Questo implica che negli anni culture e popolazioni diverse hanno vissuto vicine - integrate o meno - e la storia, la politica e l'uomo ha messo una linea immaginaria che potesse definire un popolo e uno stato.
Nella vita comune non sempre questo può bastare. Un popolo si crea col tempo, con l'amalgama, con il lavoro, con la cultura, con le famiglie e non con le linee di confine tracciate col compasso.
I posti che andremo a visitare hanno un mix di idiomi e non sempre sarà facile comunicare.
Di seguito le lingue suddivise per stati:
- Kirghizistan - kirghizo, russo
- Uzbekistan - uzbeko, russo
- Turkmenistan - turcomanno, russo
- Iran - persiano
- Turchia - turco
Ecco, queste sono le lingue principali ma poi distribuite su tutto il territorio sono parlate anche altre lingue. Lo andremo a scoprire nel nostro viaggio sulla via del ritorno.
Se per i primi tre stati il russo può il minimo comun denominatore, in Iran il persiano è la lingua base e in Turchia il turco.
Da quello che ci hanno detto l'inglese in molte delle zone che attraverseremo è un optional. Pertanto ho pensato di fare un post con le parole base per ogn'una delle lingue sopracitate: russo, persiano, turco.
Vediamo cosa salta fuori.
p.s. chiaramente nessuno di noi parla queste lingue (qualche parola e frase in persiano l'ho imparata in questi anni - GRAZIE MILI :)) pertanto i consigli sono ben accetti!
p.s. chiaramente nessuno di noi parla queste lingue (qualche parola e frase in persiano l'ho imparata in questi anni - GRAZIE MILI :)) pertanto i consigli sono ben accetti!
mercoledì 3 luglio 2013
Incontro
Oggi ho incontrato Eddy Cattaneo. Eddy a poco meno di quarant'anni ha deciso di lasciare il lavoro e tutte le sicurezze che aveva per dedicarsi a un sogno. Fare il viaggio del mondo senza bucare il cielo con gli aerei.
Sì, proprio così. Ha lasciato tutto ed è partito. E' partito per il mondo. Per percorrerlo, per batterlo, per diventarne parte.
Nella prima parte del suo viaggio è partito per Riga per arrivare alla Russia. E poi per la volta delle nostre terre, delle nostre mete. Kazakistan, Uzbekistan, Kirgizistan per poi proseguire verso il resto del mondo.
Mi ricordo che una sera - la prima in cui ci siamo ritrovati con il Pelo, con il Tavola e con Diego - stavamo decidendo le possibili mete. La nostra via della seta era solamente un'idea, una speranza. Non c'era nulla di certo. E dopo alcune discussioni faccio al Pelo:"Pelo, non ci sono molte altre possibilità. Ormai abbiamo 'finito' il mondo". Ecco Eddy è uno che sotto un certo punto di vista il mondo l'ha veramente finito.
Eddy l'ho conosciuto non di persona. Non l'ho incontrato a quattr'occhi. L'ho incontrato attraverso le pagine del suo incredibile libro - Mondoviaterra - pubblicato da Feltrinelli.
Leggendo i suoi resoconti sto vivendo le sue emozioni, le sue avventure, gli odori provati e la gente incontrata.
Ecco sto vivendo il 'nostro' viaggio prima di averlo ancora fatto. Probabilmente il 'nostro' viaggio sarà un altro viaggio. Ma sarà una testimonianza vera, reale come la sua.
Questa sera penso a due speranza che mi sono venute.
La prima è di incontrare veramente Eddy dopo il nostro viaggio e di condividere le nostre esperienze con lui (la seconda cosa più bella di un viaggio dopo il presente del vissuto è di ricordarlo nel passato con un altra persona che è riuscita a vivere le tue stesse esperienze-emozioni).
La seconda è che, magari, 'Ciao Mamma vado in Kirgikistan' diventi anch'esso un libro e anch'esso trasmetta quello che Mondoviaterra ha trasmesso a me.
Sempre il solito gallo...
DOMANDA:
Ok, ho tutta la documentazione per i visti.
Ok, ho tutta la documentazione per i visti.
Verrei in giornata a portarla in agenzia.
Che orari avete?
Milano Via col di lana 14 è corretto?
grazie
Luca
RISPOSTA:
Giusto.
....
....
....
vabbè...
martedì 2 luglio 2013
L'innominato
In questi giorni, in ufficio, la domanda più classica è:"E allora? Prenotato le vacanze?".
Chi Formentera, chi La Maddalena, chi va al risparmio sulla riviera romagnola e chi si butta sulle nuove mete vacanziere italiane a low budget come la Croazia o la Grecia martoriata dalla crisi.
Ogni volta che la fanno a me - ormai mi sono stufato e se non ne ho voglia dico che devo ancora decidere - alla risposta vado in Kirgizistan la gente mi prende per folle. Tra i paesi che ho visitato devo dire che il Kirgizistan è uno dei più sconosciuti. La gente proprio non lo conosce. Non lo ha mai neanche sentito nominare. Il 70% non sa neanche collocarlo in un'area geografica se non dire che dovrebbe essere asiatico, per via di quel 'stan' finale. E' un paese sconosciuto. Innominato.
Devo dire che la curiosità di visitare questi posti cresce di giorno in giorno.
Subito dopo la domanda di rito è:"Perché il Kirgizistan?". Qui le risposte cambiano in base all'umore. Il vero problema è che non ho una risposta univoca. Una risposta precisa.
"Perché no?" abbozzo certe volte, quando non ho voglia di parlarle in modo da chiudere la conversazione. E' la classica risposta che spiazza chi ha davanti.
Altre volte cerco di articolare risposte più romantiche del tipo che la via della seta è un percorso che ha formato letteralmente la storia del mondo. Un ponte tra due mondi.
Che l'ha fatta Marco Polo intorno al 1300, perché non dovremmo farla noi. Anche questa è una risposta spiazzante.
Poi sempre nel dialogo standard, dopo aver nominato qualche nome che è più conosciuto (quasi sempre Samarcanda) la gente inizia a sognare. Grazie a Vecchioni probabilmente. E iniziano i 'beato te', 'ti invidio' e i 'ci verrei anche io'. Molte volte come ho detto prima non si ha voglia di parlare. E quindi la scorciatoia è appellarsi alla crisi. Già, la crisi la parola più abusata degli anni Duemila. La parola crisi va bene per tutto. Per i problemi economici, i problemi sul lavoro, i problemi d'amore, per evitare un'uscita a cena non gradita e anche per evitare di parlare delle vacanze.
Oggi penso al giorno in cui l'Innominato avrà un volto e verrà svelato. L'Innominato avrà la faccia di ogni singola persona kirgiza. Di ogni montagna. Di ogni curvone scosceso. Di ogni pietra di questo paese sconosciuto.
Chi Formentera, chi La Maddalena, chi va al risparmio sulla riviera romagnola e chi si butta sulle nuove mete vacanziere italiane a low budget come la Croazia o la Grecia martoriata dalla crisi.
Ogni volta che la fanno a me - ormai mi sono stufato e se non ne ho voglia dico che devo ancora decidere - alla risposta vado in Kirgizistan la gente mi prende per folle. Tra i paesi che ho visitato devo dire che il Kirgizistan è uno dei più sconosciuti. La gente proprio non lo conosce. Non lo ha mai neanche sentito nominare. Il 70% non sa neanche collocarlo in un'area geografica se non dire che dovrebbe essere asiatico, per via di quel 'stan' finale. E' un paese sconosciuto. Innominato.
Devo dire che la curiosità di visitare questi posti cresce di giorno in giorno.
Subito dopo la domanda di rito è:"Perché il Kirgizistan?". Qui le risposte cambiano in base all'umore. Il vero problema è che non ho una risposta univoca. Una risposta precisa.
"Perché no?" abbozzo certe volte, quando non ho voglia di parlarle in modo da chiudere la conversazione. E' la classica risposta che spiazza chi ha davanti.
Altre volte cerco di articolare risposte più romantiche del tipo che la via della seta è un percorso che ha formato letteralmente la storia del mondo. Un ponte tra due mondi.
Che l'ha fatta Marco Polo intorno al 1300, perché non dovremmo farla noi. Anche questa è una risposta spiazzante.
Poi sempre nel dialogo standard, dopo aver nominato qualche nome che è più conosciuto (quasi sempre Samarcanda) la gente inizia a sognare. Grazie a Vecchioni probabilmente. E iniziano i 'beato te', 'ti invidio' e i 'ci verrei anche io'. Molte volte come ho detto prima non si ha voglia di parlare. E quindi la scorciatoia è appellarsi alla crisi. Già, la crisi la parola più abusata degli anni Duemila. La parola crisi va bene per tutto. Per i problemi economici, i problemi sul lavoro, i problemi d'amore, per evitare un'uscita a cena non gradita e anche per evitare di parlare delle vacanze.
Oggi penso al giorno in cui l'Innominato avrà un volto e verrà svelato. L'Innominato avrà la faccia di ogni singola persona kirgiza. Di ogni montagna. Di ogni curvone scosceso. Di ogni pietra di questo paese sconosciuto.
lunedì 1 luglio 2013
Questi maledetti visti
Stiamo veramente impazzendo per fare i visti. Ricapitolando per il visto dell'Uzbekistan siamo messi abbastanza bene. Oggi ho ritirato tutta la documentazione dei ragazzi e possiamo portarla in agenzia.
Nel frattempo abbiamo capito che anche per il Kazakistan dovremo passare per un agenzia. Il consolato che c'è a Milano è solo onorario e di fatto non può emettere visti. E' necessario passare da Roma. Quindi l'idea è quella di mandare in un'unica tornata il visto per Kazakistan e Uzbekistan.
Ho contattato un bel po' di agenzie ma i prezzi sono abbastanza alti (circa 40 € a visto). Se non troviamo di meglio a brevissimo dobbiamo affidarci a una di queste che ho contattato.
L'itinerario al momento è il seguente:
- Kirgikistan (ormai lo chiamiamo tutti così) - Non è necessario il visto
- Kazakistan - ci stiamo preparando per il visto
- Uzbekistan - ci stiamo preparando per il visto
- Turkmenistan - partiamo alla 'Garibaldina' sperando di riuscire ad ottenerlo in Uzbekistan
- Iran - contiamo di farlo in pochi giorni a Milano
Non siamo messi benissimo ma neanche malissimo. Contando che in 30 gg si riescano a fare Kazakistan e Uzbekistan.
Nel frattempo si è aggiunto un quinto partecipante. Emilio D. detto 'Erminio'. Erminio farà un giro più corto rispetto al nostro. Probabilmente arriverà in avan scoperta qualche giorno prima e poi a metà viaggio se ne tornerà a casa da solo...
Incastrare le date è sempre un casino!
Stay tuned!
Iscriviti a:
Post (Atom)
