28 agosto: UlaanBaatar
"É tardi Pelo!" come altre volte la voce di Diego mi richiama e come le altre volte sono l ultimo ad alzarmi.
É l ultima giornata in Mongolia, tra 22 ore partirà il treno, un ramo della Transiberiana, che ci porterà a Pechino.
Il giorno prima abbiamo visitato la capitale, una giornata rilassante per riprendere le forze.
Due sere prima abbiamo salutato Altmak, il nostro compagno di viaggio inaspettato in Mongolia.
Altmak avrebbe ripreso la via di casa. Serviranno almeno 3 giorni. Poi potrà finalmente riabbracciare Symbian. Penso a come potrà essere il loro incontro. Forse lei lo aspetterà sull uscio, appoggiata alla porta pronta a sgridarlo, forse lo accoglierà con un pizzico di indifferenza come quando si torna a casa da una quotidiana giornata lavorativa o forse ancora lei gli correrà incontro e lo abbraccerà e lui estrarrà il regalo che ha fatto per lei con i soldi guadagnati con noi.
A me piace sognare a occhi aperti quindi spero sia la terza. Come andrà realmente non lo sapremo mai.
Abbiamo deciso di utilizzare l ultima giornata in Mongolia andando a cavalcare in una valle a est.
Conosciamo Chingii che si offre di portarci là. Chingii é un vecchino sorridente, conosce qualche parola in inglese, sufficienti per dialogare.
Alle porte della città c é un casello.
Probabilmente é l unico casello dell intero paese.
Ci fermiamo, paghiamo.
Dall altra parte ci sono due persone.
Una gestisce la cassa e il resto, mentre l altro ci dice il costo, prende le banconote che gli diamo e ci dà il resto calcolato dalla altra persona.
Mai viste due persone in un casello, però almeno si tengono compagnia.
Arriviamo alla valle.
In fondo, lontano, c é un tempio buddhista. Decidiamo di cavalcare fino al tempio.
"10.000 mongolians, 20.000 tourists" ci dicono.
Infastiditi dal fatto che dobbiamo pagare il doppio in quanto turisti proviamo a cercare altri maneggi.
Niente da fare, sono lontanissimi.
Torniamo quindi dall unico che c é e gli rifacciamo la domanda "Money horse?".
"10.000 mongolians, 20.000 tourists" dicono.
"Cosa ci aspettavamo? Che cambiassero idea?" penso.
Il Tavola risponde all istante"Noi no turists! Noi friends!" e lo dice con la più classica delle magliette da turista addosso.
Ieri ha comprato questa maglietta nera con la scritta colorata "Mongolia" in un negozio di souvenir.
Nei tre secondi che seguono penso a cosa giri nella mente al gestore del maneggio dopo che uno sconosciuto con la maglietta "Mongolia" dice che non é un turista.
La cifra per cui stiamo contrattando anche qui é 4€. 10.000 sono 4€.
Il ragazzo del maneggio sorride.
Dice inaspettatamente "OK" e ci fa il prezzo per "residenti in Mongolia"
Saliamo a cavallo.
Trottiamo fino al tempio.
Il tempio ha una lunga scala.
Leghiamo i cavalli e arriviamo in cima.
In cima ci sentiamo dire "Turists 2000".
Qualche mongolo entra senza pagare.
Noi guardiamo dentro le finestre per vedere come é fatto e ci togliamo la curiosità.
Ci sediamo sui primi gradini in silenzio.
Lassù ognuno pensa ciò che vuole per diversi minuti.
A un tratto mi alzo e dico:"Ragazzi, prima di partire non sapevo come fosse la Mongolia. Prima di partire sognavo di cercare il tempio più alto sulla montagna più alta e al suo interno cercare il più saggio dei santoni. E una volta trovato fargli una specifica domanda.
Ora mi trovo sul tempio più alto di una bassa montagna e ci trovo un guardiano che mi chiede 2000 soldi mongoli."
Ridono.
Scendiamo.
Riprendiamo i cavalli.
Torniamo alla partenza, non riusciamo a farli galoppare, il massimo che ci concedono é il trotto e ne siamo tristi.
Sulla via del ritorno ci fermiamo in una gher.
C é la solita ottima ospitalità mongola e il loro ormai indelebile sorriso.
Mangiamo.
Io inizio una sfida difficile con un bimbo che in poco tempo aveva preso 3 cavallette, staccato ali e gambe e poi schiacciate. Una cavalletta l'aveva pure messa nel ketchup.
Riesco a salvare la quarta.
Chingii ci porta a vedere la statua di Gengis Khan.
La statua dell uomo a cavallo più grande del mondo, alta quasi come la statua della libertà.
É situata sopra un edificio, il cancello é chiuso. Non capiamo perché, l orario é giusto.
Il guardiano non ci fa entrare.
Insistiamo.
Lughes dice "Italia a Mongolia Gengis khan Niet?".
"Niet" dice il guardiano.
Arriva Chingii che é dispiaciuto per noi.
Dice qualche cosa al guardiano che, forse un po solidale, ci fa entrare ma ci raccomanda qualcosa che non capiamo.
Noi entriamo e proviamo a ipotizzare cosa ci abbia raccomandato.
Ci avviciniamo alla statua, é argentea e posizionata sopra un edificio. La mano della statua é alta, da sola, più di una persona.
Nell edificio sottostante si sta svolgendo un lussuoso pranzo di nozze. Forse il guardiano diceva di non avvicinarci a questo evento. Questo era il motivo per cui era chiuso. Io mi affaccio alla finestra per guardare.
Vedo subito dall altra parte della finestra un tavolo con persone che mangiano. Loro guardano fuori, forse per ammirare il paesaggio durante questo sfizioso pranzo e vedono la mia faccia che li saluta.
Fortunatamente sorridono, mi salutano e io me ne vado per non esagerare nel disturbo.
Torniamo all ostello per docciarci.
Usciamo per l ultima sera in Mongolia.
Mangiamo carne, facciamo il pieno perché gli ultimi giorni non sappiamo cosa ci aspetta.
Andiamo a vedere la piazza centrale.
É mezzanotte e restiamo meravigliati.
La piazza é colma di bambini e famiglie che giocano.
Uno spettacolo inatteso.
Andiamo a dormire, tra 5 ore ci dovremo svegliare.
La transmongolica ci porterà a Pechino, laddove finirà il nostro viaggio.
Questa notte, diversamente dalle altre notti, non riesco a dormire, resto sul divano nella hall, in mente mille pensieri.
Poi quando manca un ora alla sveglia il sonno mi prende, raggiungo gli altri in stanza e dormo.
Via della Seta
L'idea di Ciaomamma è molto semplice. Dare testimonianza di un viaggio in posti poco visitati dai turisti. Sulle orme di Marco Polo. Se l'ha fatto lui nel 1300 vuoi che non ci riusciremo pure noi?
lunedì 1 settembre 2014
28 agosto: ultimo giorno in Mongolia
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